Antonio Guiglia

Antonio Guiglia, provetto motociclista amante della Moto Guzzi e di tutte le moto, ci ha lasciato il 25 febbraio del 2012, a nemmeno 50 anni. Adesso ci saluta dalla locandina dell’evento…..
Un male inesorabile è stato la causa indiretta che lo ha portato via nonostante il trapianto….
Antonio è stato quello di noi che meglio ha compreso ed applicato il valore della solidarietà vera, senza limiti e senza confini. La sua frase più bella e semplice ma anche dannatamente difficile da assimilare per noi semplici umani, si riferisce ai bambini ed è questa: «Se una mamma ed un papà non amano i figli degli altri come i propri in realtà non amano nemmeno i propri come dovrebbero»…
Ecco: provate voi ad amare un bimbo sconosciuto come se fosse il vostro…. Ecco, chi era e chi è Antonio!
La nostra moto befana si è evoluta negli anni anche grazie alle sue considerazioni e alla sua sensibilità, raggiungendo livelli di eccellenza proprio applicando i suoi dettami e seguendo il suo esempio.
Proprio a lui dobbiamo la condivisione del progetto da parte dei Polentari di Doganella, che così importanti sono diventati per la riuscita dell’evento!
Senza di lui ci proviamo, perché portare felicità ai bambini è diventata una missione, ma ci manca in tutto quello che facciamo. E senza lui facciamo tanti errori, e senza lui siamo estremamente più poveri….
Chi è Antonio lo spiega anche l’atto di solidarietà compiuto nei suoi confronti da Luigi, e per meglio capire di seguito si riporta l’articolo apparso su un quotidiano locale:
«Riceviamo e volentieri pubblichiamo la notizia di un lutto che ha colpito i Patitori di Latina, da anni impegnati nel sociale. E’ scomparso, per una complicanza seguita ad un trapianto, Antonio Guiglia: aveva potuto sperare in una “rinascita” grazie alla donazione di fegato fattagli da un collega di lavoro, un caso raro di donazione tra non consanguinei. Una storia senza lieto fine, ma di grande solidarietà, che fa bene leggere:
All’improvviso ci ha lasciato: Antonio Guiglia, collega, socio, motociclista e soprattutto Amico! Attivista convinto della solidarietà verso i bambini più bisognosi, ideologo della motobefana e forte ispiratore della Associazione di Promozione Sociale “I PATITORI” di Latina.
È accaduto mentre era a Milano, all’improvviso, anche se tutto è cominciato anni fa, con quel suo fegato che faceva le bizze ed era da cambiare. Un operazione importante ma oramai divenuta di routine… se ne fanno tante, ormai con decorso breve e favorevole.
Solo che siamo in Italia, dove la cultura è quella che è….donare gli organi non è prioritario, magari porta anche sfortuna….. e allora chi dona gli organi è solo una piccolissima parte della popolazione.
Nel corso degli anni un paio di volte, svegliato nella notte ed accompagnato dall’inseparabile moglie Eugenia, di corsa a Roma per poi apprendere che c’èrano casi più urgenti del suo, che i “pezzi di ricambio” erano pochi e la lista troppo troppo lunga da smaltire.
Figura importante nella struttura LATINA AMBIENTE, un giorno un suo superiore, Luigi, gli propone un trapianto tra viventi, mettendo a disposizione parte del suo fegato….
Un miracolo: quanti lo avrebbero fatto? C’è chi non lo fa per il figlio….. eppure il dirigente si offre, e deve anche vincere la resistenza di Antonio, che si rende conto di quello che vuol dire. E difatti si tratta di caso unico in Italia di donazione tra non consanguinei!
Una bella favola, con l’operazione avvenuta il 5 aprile del 2011. Operazione perfettamente riuscita. Tutto bene, tutto bene.
Antonio stava scrivendo al Capo dello Stato per dare un giusto encomio a Luigi, attore di un gesto magnifico…. Atto che poi è arrivato postumo!
Solo che venerdì mattina presto, il 24 febbraio, Antonio si sente male. Per una coincidenza è proprio a Milano, dove lo hanno operato. È lì per una visita di routine, l’albergo dove dorme è ad un passo dall’ospedale, ci arriva subito. Ma sembra che una arteria importante collegata al suo fegato nuovo all’improvviso si sgancia, emorragia interna, 21 sacche di sangue per recuperarlo, terapia intensiva, tutti a cercare di salvarlo. Ma lui se ne va. Lascia Eugenia moglie fantastica, e i figli Matteo e Nicolò. E Luigi che parte del suo fegato gli ha donato. E i parenti, e gli amici. E noi….
Lascia un vuoto incolmabile, una sofferenza indicibile per una favola che è nata da un atto di generosità unico, e che certo meritava un epilogo diverso.
Un vuoto che cercheremo di riempire lo stesso, col suo esempio nei Valori in cui più credeva: l’Amore per gli altri, indipendentemente da chi fossero e cosa avessero fatto.
La parte saggia di noi.
Ciao Antonio!

2 Risposte a “Antonio Guiglia”
  1. Antonio Mongillo scrive:

    La storia di Antonio è firmata a sangue e suona molto di vero, credo che quello che ha fatto il suo capo meriti gloria, onore e tanto rispetto. Tutto ciò che può rimanere ai vivi è raccontare chi era e far seguire l’esempio soprattutto ai bambini, quelli che lui amava tanto, perché solo dando un esempio giusto ai bambini il mondo potrebbe cambiare e Antonio è uno dei migliori esempi che potrebbero seguire.
    Io non ho avuto modo di conoscerlo, ma ha tutto il mio rispetto.
    Approfitto solo di dire che sono un donatore si sangue, cellule staminali e midollo osseo, chiunque può farlo se è in buona salute e fino a 35 anni di età. Chi è del Lazio può farlo direttamente con un semplice prelievo di sangue al San Camillo nel reparto centro trasfusionale e donazione di midollo. In ogni regione c’è il proprio ospedale di referimento e può trovarli attraverso il sito dell’ADMO.

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